CUCINARE SICILIANO:CORSI E RICORSI

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CUCINARE SICILIANO:CORSI E RICORSI

Io la Sicilia la amo.  E non solo perchè sono in parte siciliana, o perchè in Sicilia ho una casa che molto amo, o perchè è una terra bellissima.  Ma soprattutto perchè ho imparato ad amarla attraverso i suoi ingredienti, il suo cibo, la sua cucina.  Mia nonna, siciliana, amava friggere, e lo faceva in maniera ammirevole, le sue arancine, le panelle, i panzerotti, i ghineffi che cucinava avevano sapori che hanno formato la mia infanzia e il mio palato.

 

 

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Foto di Elizabeth Minchilli.

 

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Grazie anche ad ingredienti di grandissima qualità che lei andava a cercare nei posti più sperduti (li conosceva solo lei) della Capitale nella quale le era toccato emigrare.  Non che non amasse Roma, ma la Sicilia, nella quale non è più tornata, le è restata nel cuore, per tutta la vita, e il suo modo di ricrearla era cucinare i piatti delle sue radici.  Mia nonna era sopravvissuta al terremoto di Messina, del quale non ha mai voluto parlare, ma la ferita di quel drammatico avvenimento ha continuato a sanguinare fino alla sua morte.

 

 

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Così io ho imparato ad amare questa regione attraverso i sapori forti che mia nonna faceva rivivere.  Tutta la sua casa odorava di cibo, aromi forti, che mi conquistavano ogni volta.  Ancora bambina ricordo che mi accucciavo in corridoio, vicino alla cucina, per poter godere, ad occhi chiusi come in preghiera, di quegli effluvi che come per magia mi trasportavano in una terra sconosciuta.  E’ stata la mia prima forma di meditazione.  Yoga e salsa di pomodoro.  Quando poi finalmente in Sicilia ci sono andata ho scoperto l’immensa ricchezza del suo patrimonio gastronomico, la stratificazione dei suoi sapori che raccontano una cultura altrettanto stratificata.  Mangiare che sò un piatto di spaghetti con i ricci davanti al mare è un’esperienza formativa dell’esistenza.  Così come sgranocchiare un cannolo appena fatto, una panino con le panelle, o una perfetta, freschissima cassata a Regaleali, nel cuore antico della Trinacria.

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E’ per questo che non ho avuto dubbi e quando ho deciso di aprire la mia scuola ho pensato che volevo iniziare proprio da lì.  Dalla Sicilia e dalla sua cucina.  Ma avevo bisogno di prodotti speciali, che regalassero a me e ai miei studenti il cuore, i profumi, l’essenza di questa terra.  E così è nato l’incontro con i prodotti Naturaintasca, vi assicuro ad esempio che la salsa di pomodoro che i Tasca imbottigliano vi regalerà per magia il sole siciliano anche nel cuore dell’inverno.  E soprattutto che diventerà la vostra droga.  Non riuscirete più a farne a meno.  Così come della loro pasta, dei loro capperi, dei loro mieli.

 

 

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Con questi fantastici prodotti nei corsi delle prossime settimane cucineremo e mangeremo insieme panelle, arancine, ghineffi, scaccie, sfinci e timballi di anelletti, parmigiane e caponate, maccu e involtini di pesce spada, biancomangiare e cipollate, couscous e polpette di melanzane.

 

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E mille altri indimenticabili piatti, vi racconterò storie di luoghi, di piatti, di ricette e ingredienti che vi trasporteranno in questa magnifica terra e che potrete poi ricreare nelle vostre case.  Cosa aspettate?!

Per iscrivervi e per saperne di più basterà cliccare su questo sito www.follecasseruola.com, cliccate su Corsi e scoprire lezioni, date, orari e menu, e poi cliccare sulla pagina Booking.  Nessuna presenza è confermata se non si effettua il pagamento, per le modalità e le tempistiche del pagamento leggete attentamente la pagina booking oppure scrivete a:stefia1952@libero.it   Folle Casseruola non vede l’ora di giocare con voi!

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