LA STORIA DI FIDAA

Da oggi, nel tentativo di capire se sia possibile trovare un po’ di pace almeno a tavola, provo a mettere a confronto due cucine in guerra, quella palestinese e quella israeliana.  Ho scelto due blog, l’uno di una giovane donna palestinese, Fidaa e l’altro, di due amici, un ragazzo e una ragazza  che scrivono insieme.  Per capire se la tavola riesca a regalare radici comuni. Un piccolissimo contributo alla pace.

L’ultimo post di Fidaa Abuhamdiya è dell’8 luglio, noi speriamo che nulla le sia accaduto, che stia bene lei, la sua gemella e tutta la sua famiglia e che presto possa tornare a raccontarci ricette e cucina.

Nablus, 9 maggio 2013, Nena News – Sono nata a Hebron, l’ultimo giorno di ottobre nel 1982, assieme alla mia gemella Nide’, e l’amore per la cucina e il cibo credo che sia nato con me proprio quel giorno e non mi ha mai lasciato.

Perciò dopo aver finito la scuola superiore a Hebron, sono andata al Notre Dame di Gerusalemme a fare un corso di cucina che è durato due anni. Nel 2004 mi sono trasferita in Italia per approfondire la conoscenza sul cibo e ho fatto uno stage nella cucina dello chef stellato Massimiliano Alajmo a Padova. Dovevo rimanere in Italia solo un anno ma mi è piaciuta così tanto, e ancora mi piace tanto, che ci sono rimasta ben 8 anni, vivendo con una famiglia meravigliosa.

Ho frequentato l’università di Padova e mi sono laureata in “Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione”, poi ho fatto un master di “Nutrizione di comunità ed Educazione Alimentare” nella stessa università. Ho lavorato durante e dopo l’università in vari settori ma quello che mi è sempre piaciuto di più è il cibo.

Adesso vivo a Nablus. Mi sono trasferita lì da poco, ancora non conosco bene la città. Ho però trovato un ottimo centro per le donne, Bait alKarama, il primo Slow Food nei Territori occupati, dove spero di poter lavorare tanto sul cibo palestinese.

Questa rubrica che curerò per Nena News potrebbe essere una finestra dalla quale guardare e conoscere meglio il nostro popolo, facendo (spero) le ricette che vi proporrò, prendendo sempre in considerazione che in Italia ci siano gli ingredienti giusti per realizzarle. Per me invece è un portone da cui potrò far uscire e conoscere la cucina palestinese come identità di un popolo al quale è stata strappata la terra 65 anni fa e anche perchè la cucina è un simbolo che afferma l’esistenza dei palestinese.

Non voglio che ci portino via anche questo. Gli israeliani spesso pubblicizzano le pietanze palestinesi come se fossero le loro mentre falafel, tabbuleh, mujaddarah, maqlube, za’tar sono piatti della nostra tradizione culinaria. Sono cresciuta mangiandoli e anche dopo essermi trasferita in Italia ho mantenuto le abitudini culinarie palestinesi.

Ho scelto la cucina non solo perchè è uno strumento di convivialità e di comunicazione. Per me è una forma di resistenza all’occupazione, che porto avanti anche tramite il mio blog http://fidafood.blogspot.com

LA RICETTA

SINIYYET KUFTA صينية كفتة
Ricetta facile e veloce per iniziare a conoscere la cucina palestinese, anche quando si ha poco tempo da dedicare alla cucina.
Il piatto è unico come la maggior parte dei piatti nella cultura palestinese; carne, carboidrati e verdure si cucinano assieme e il cibo si serve con le olive.

Per due persone:

INGREDIENTI
250 g di carne macinata
Condimento per la carne: 1 cipolla piccola, prezzemolo, 1 spicchio d’aglio, 1 cucchiaino di sale, pepe, cannella.
3 patate grandi
5 pomodori
Peperoncino, a piacere
Sale
Un pò d’acqua

PROCEDIMENTO
Tagliate la cipolla e il prezzemolo molto fini e mescolateli con la carne aggiungendo sale, pepe e cannella, e formate delle piccole palline. Mettetele su una teglia.

Aggiungete le patate dopo averle pelate e tagliate a rondelle, per ultimo appoggiate i pomodori tagliati e il peperoncino a piacere (un’aggiunta che faccio di solito).
Versate l’acqua (piu’ o meno due tazzine da caffè) e mettete la teglia in forno a fuoco medio da 30 a 40 minuti o fino a quando la patate sono cotte.

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Date : 21 Lug 2014

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